Dal dire al fare

di Antonio Angioni

Fui tra quelli che salutarono con entusiasmo la notizia, pubblicata nell’agosto passato, della scelta formalizzata da 181 CEO delle più grandi corporation riuniti da Business Roundtable, di non limitarsi più solo agli interessi degli azionisti ma di sviluppare un impegno anche a favore dei collaboratori e delle comunità.

Peccato che di fronte alla pandemia certe dichiarazioni si siano dissolte, confermando lo scetticismo a suo tempo espresso dai miei corrispondenti americani. Come recita un recente articolo comparso sul NYT la catena Marriott International ha proceduto a licenziare diversi collaboratori preservando però il pagamento del dividendo del quarter.

Molto più concreto è l’atteggiamento che stiamo rilevando in molte aziende che in questa situazione drammatica si fanno carico, in diverse aree del paese, di interventi per mettere i collaboratori nelle condizioni di lavorare in sicurezza, di difendere il lavoro, le quote di mercato. Tutto questo confermando tangibilmente la dimensione sociale dell’impresa mentre si sta perdendo del tempo prezioso, creando ulteriore burocrazia e vagheggiando di riesumare strumenti desueti.

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20 aprile 2020 – Editoriale Poliedros Consulting