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di Antonio Angioni

E’ importante fermarsi ogni tanto a riflettere e sicuramente la recente edizione dell’European HR Directors Summit, organizzata il 19 e 20 Giugno 2018 a Milano da Business International, ha permesso un confronto sulle numerose implicazioni delle nuove tecnologie nella gestione delle risorse umane. Viviamo un periodo di cambiamenti repentini. Il processo in corso può essere assimilato ad un fiume carsico che quando emerge, irrompe e modifica radicalmente e velocemente il contesto.
Viviamo in un’epoca cinetica’, che richiede risposte immediate. La variabile ‘ tempo’ non è più, ammesso che lo sia mai stata, nelle nostre disponibilità. Il livello delle sfide ed il tenore delle opportunità esigono un approccio nuovo, un approccio che vada oltre gli stereotipi da cui siamo tutti più o meno inconsapevolmente condizionati. E’ riduttivo immaginare di affrontare un contesto simile pensando solo ai millenials. Certo rappresentano una categoria della popolazione aziendale in crescita, nel 2022 , quindi fra pochi anni, rappresenteranno il 75% della forza lavoro ma oggi la popolazione aziendale continua ad essere molto variegata , con generazioni diverse , con approcci , valori , reattività al cambiamo diversi ma anche con singolari e sorprendenti punti di contatto che non possono essere ignorati.
Come sottolineato nel corso di un recente seminario dell’MIT a Boston (Implementing improvement startegies: Dynamic work design) occorre concentrare gli sforzi per definire e modellare un mindset aziendale inclusivo. Non è più un tema solo per le grandi aziende ma anche per le piccole e medie aziende, impegnate ad affrontarlo con difficoltà riferibili a: il linguaggio, la dinamica organizzativa (con l’irrompere del @socialorg), il coinvolgimento in funzione del livello di digitalizzazione, la formazione che da cenerentola sta diventando una leva strategica per competere. Ma rispetto ad ieri oggi c’è una maggiore consapevolezza da parte delle imprese: per gestire questa mutazione genetica occorre coinvolgere tutte le proprie risorse.
La gestione di un’azienda molecolare , espressione preferibile rispetto a quella in voga di azienda liquida ( la liquidità con buona pace di Bauman evoca un tasso di dispersione) esige fantasia ed originalità in tutte le fasi caratteristiche del processo HR: Attracting, Engaging, Optimising, Growing. Per quanto possa sembrare in contrasto con l’incubo dell’apprendista stregone o del big brother, evocato di continuo da headlines sensazionalistiche oggi più di ieri è importante investire nelle persone e riscoprire oltre il multitasking l’importanza del mindfulness per far sì che ogni persona diventi un progetto per l’impresa.

29 giugno 2018 – HR Directors Monthly – Business International